🚨 Imballaggi e Import: la rivoluzione del PPWR scatta il 12 agosto 2026. Siete pronti?
Il nuovo Regolamento Europeo sugli Imballaggi (PPWR – Reg. UE 2025/40) è ufficialmente entrato in vigore e la prima, cruciale scadenza operativa ha una data ben precisa: 12 agosto 2026.
Per chiunque importi merci o distribuisca imballaggi in Europa, questa non è una scadenza come le altre. Da quel giorno, la non conformità significherà una sola cosa: blocco delle spedizioni in dogana e severe sanzioni.
Ecco una sintesi stringente di cosa cambia nell’immediato e come prepararsi.
📌 Cosa scatta il 12 Agosto 2026?
Dichiarazione di Conformità (DoC) & Fascicolo Tecnico: Ogni tipologia di imballaggio (o merce imballata) immessa sul mercato dovrà essere scortata da una DoC redatta dal fabbricante. Per l’import da Paesi Extra-UE, spetta all’importatore assicurarsi che il partner estero fornisca tutta la documentazione tecnica di supporto.
Tracciabilità dell’Importatore obbligatoria: Sui layout di stampa o sulle etichette dei cartoni/pallet dovranno comparire chiaramente i dati dell’importatore europeo (nome, marchio e indirizzo UE).
Guerra ai PFAS nei MOCA: Stop agli “inquinanti eterni” e ai metalli pesanti negli imballaggi a contatto con gli alimenti. Non basteranno più le autocertificazioni: serviranno test di laboratorio certificati.
Limite dei 100 mg/kg: La somma di piombo, cadmio, mercurio e cromo esavalente non potrà superare questa soglia.
Conservazione dei documenti: Gli importatori dovranno conservare DoC e fascicolo tecnico per 5 anni (imballaggi monouso) o 10 anni (riutilizzabili).
⏳ La Roadmap verso il 2030: le tappe successive
Il percorso di transizione ecologica degli imballaggi non si ferma qui:
12 Agosto 2028: Obbligo di etichettatura armonizzata UE con pittogrammi chiari sui materiali.
1° Gennaio 2029: Raccolta differenziata al 90% e introduzione del sistema di deposito cauzionale (DRS / Vuoto a rendere) per bottiglie in plastica e lattine.
1° Gennaio 2030: Classi di riciclabilità obbligatorie (dalla A alla E, sotto il 70% si è fuori mercato), divieto di imballaggi monouso in plastica sotto 1.5kg per l’ortofrutta e monoporzioni (salse, zucchero), obbligo di spazio vuoto massimo del 50% nei trasporti ed e-commerce, e quote minime di plastica riciclata post-consumo.
💡 Il consiglio per le imprese: Non aspettate l’estate del 2026. Il coordinamento con i fornitori Extra-UE richiede tempo. È fondamentale mappare già oggi la catena di fornitura, richiedere le prove di conformità e aggiornare i layout grafici per evitare spiacevoli sorprese in dogana.
Avete già iniziato a verificare la conformità dei vostri imballaggi con i partner esteri?
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