L’entrata in vigore del Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM) ha introdotto responsabilità significative per le imprese che importano merci ad alta intensità di carbonio nell’Unione Europea.
Al centro di questo sistema si trova la figura del dichiarante autorizzato, sul quale ricade l’onere di monitorare, raccogliere e certificare l’impatto ambientale dei prodotti importati, al fine di evitare sanzioni o il blocco delle merci importate.
Il Cuore dell’Obbligo: Cosa Richiedere ai Fornitori
La normativa europea impone ai soggetti registrati l’obbligo di tracciare con precisione le emissioni di carbonio. Questo processo richiede una stretta collaborazione con i fornitori extra-UE, ai quali devono essere richiesti i dati tecnici necessari per il calcolo delle emissioni incorporate, distinti in:
- Emissioni dirette: generate durante il processo di produzione.
- Emissioni indirette: legate al consumo di energia elettrica utilizzata nel ciclo produttivo.
- Dati di produzione: informazioni specifiche sui volumi e sulle rese.
La Checklist dei Dati Obbligatori
Per garantire la conformità, l’importatore deve raccogliere e documentare le seguenti informazioni:
- Identificazione del prodotto: descrizione e relativa classificazione doganale (codice NC);
- Quantità: peso espresso in tonnellate (o MWh per l’energia elettrica);
- Emissioni dirette: gas serra generati effettivamente nell’impianto;
- Emissioni indirette: legate al consumo di energia utilizzata per la produzione del prodotto;
- Metodologia di calcolo: il criterio tecnico utilizzato per determinare i valori;
- Origine: Paese di produzione della merce;
- Dati dello stabilimento: identificazione dell’impianto e relative coordinate geografiche;
- Tracciabilità tecnologica: processi industriali e tecnologie utilizzate per garantire la correttezza dei dati raccolti.
Consigli Operativi per le Imprese
Per non farsi trovare impreparati, è fondamentale adottare una strategia proattiva. Si consiglia di:
- Verificare il perimetro: accertarsi tempestivamente se i prodotti importati rientrino nell’allegato del Regolamento CBAM;
- Contrattualizzare la trasparenza: richiedere formalmente ai fornitori extra-UE i dati su emissioni e volumi;
- Applicare gli standard UE: calcolare le emissioni seguendo rigorosamente le indicazioni della Commissione Europea (Reg. UE 956/2023).
Archiviazione e Conservazione dei Documenti
La documentazione non deve solo essere raccolta, ma conservata in modo sicuro e facilmente accessibile per eventuali controlli delle Autorità. Si consiglia pertanto di tenere un archivio aziendale da cui risulteranno i seguenti dati:
- Anagrafiche fornitori con dettagli su emissioni e metodi;
- Logica dei calcoli e risultati ottenuti;
- Bolle di importazione e dichiarazioni CBAM inviate.
La Validazione Esterna e il Ruolo del Verificatore
Un aspetto cruciale della dichiarazione annuale CBAM è l’obbligo di convalida esterna . In particolare, la normativa europea prevede che se le emissioni incorporate sono determinate sulla base delle emissioni effettive, è necessario che un verificatore accreditato attesti la veridicità di tali informazioni.
È compito dell’importatore assicurarsi che il fornitore si avvalga di un organismo riconosciuto e accreditato per certificare la regolarità dei dati trasmessi.
Il dichiarante CBAM autorizzato deve altresì conservare una registrazione sufficientemente dettagliata delle informazioni richieste per calcolare le emissioni incorporate e delle emissioni effettive, tali da consentire ai verificatori accreditati di verificare, se del caso, le emissioni incorporate e da consentire alla Commissione e all’autorità competente di riesaminare la dichiarazione CBAM.
Aggiornamenti Recenti: Prezzi e Procedure Doganali
Si segnalano due importanti novità operative per il settore:
- Prezzo del Carbonio: In data 7 aprile è stato pubblicato il prezzo relativo al primo trimestre, fissato a € 75,36 a tonnellata di emissioni di Co2. Tale valore si applica alle merci importate nel periodo di riferimento.
- Dichiarazioni Doganali: Si ricorda che l’indicazione del numero di registrazione CBAM è ora un elemento obbligatorio da inserire all’interno delle dichiarazioni di importazione.
Il rispetto di questi adempimenti non è solo un obbligo legale, ma un passo necessario per garantire la continuità operativa delle catene di approvvigionamento internazionali in un mercato sempre più orientato alla sostenibilità.
Nota per le imprese: Si consiglia di monitorare costantemente le novità normative al fine di adeguare i propri modelli operativi aziendali.
Se importi merci soggette a CBAM nel 2026, la tua priorità è assicurarti che i fornitori stiano già monitorando le emissioni secondo gli standard UE.
In caso contrario nel 2027 mancheranno i presupposti tecnici per presentare una dichiarazione conforme, rendendo impossibile la certificazione dei dati con l’insorgenza di un rischio di sanzioni.