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Paesi PTOM: adozione del Codice Rex

Dal 1° gennaio 2020 i Paesi e Territori d’Oltremare (PTOM) rientrano nel sistema degli esportatori registrati (REX) per la compilazione delle dichiarazioni di origine sulle merci. Lo ha annunciato l’Agenzia delle Dogane in un comunicato stampa pubblicato il 13 dicembre 2019, nel quale specifica che tale provvedimento funge da integrazione alla nota prot. 61168/rudel 16.11.2017 recante istruzioni operative per l’indicazione del codice REX nelle dichiarazioni di importazione.

In conseguenza di ciò, i PTOM dovranno applicare il Sistema REX in sostituzione del certificato di circolazione EUR.1 o del certificato d’origine delle merci. Quindi dopo aver verificato che l’esportatore sia registrato nella banca dati REX, il dichiarante può indicare la preferenza 300 nel campo 36 ed inserire i relativi codi nel campo 144 “Documenti presentati/Certificati“, ovvero:

1. il codice C100 in cui si specifica il numero di esportatore nel campo “Identificativo documenti presentati”

2a. il codice U113: se il valore della merce dei prodotti originari NON supera i 10000 Euro.

Oppure

2b. il codice U114: se il valore della merce dei prodotti originari supera i 10000 Euro.

Se l’origine della merce è fornita da un esportatore NON registrato nel Sitema Rex:

a. si applica il codice U115 se non è superiore ai 10000,00 Euro

b. Se è superiore ai 10000,00 allora non è possibile attestare l’origine preferenziale della merce.

Occorre specificare che per questo provvedimento non è previsto nessun periodo transitorio nel quale far coesistere entrambi i sistemi (Certificati di origine EUR1 e sistema REX).

STAZIONI SPERIMENTALI: VARIAZIONI ALIQUOTE CONTRIBUTIVE ANNO 2020

L’Agenzia delle Dogane applica le delibere emesse dal Ministero dello Sviluppo Economico in merito alle Stazioni Sperimentali circa le nuove aliquote contributive dell’anno 2020.

Queste interessano:

– La Stazione Sperimentale delle Pelli e delle Materie Concianti SRL (codice tributo 910), la cui aliquota raggiunge l’ 1.5 per mille;

La Stazione Sperimentale del Vetro (codice tributo 916), la cui aliquota si attesta all’1 per mille.

Aliquota invariata, salvo aggiornamenti del Ministero, per le Stazioni Sperimentali combustibili, carta cartone e pasta per carta, seta e industrie degli oli e dei grassi (codici tributo 912, 913, 914, 915) e per le Stazioni SperImentali “Conserve Alimentari” e “per le Essenze e dei derivati degli agrumi” (codici tributo 909 e 911).

Per visionare il comunicato ufficiale dell’Agenzia delle Dogane clicca qui

L’Agenzia delle Dogane comunica la fissazione semestrale del tasso di interesse

Con una nota prot. n. 195551/RU del 25/11/2019, l’Agenzia delle Dogane ha comunicato la fissazione semestrale del tasso di interesse, di cui all’art. 79 del TULD, per il pagamento differito dei diritti doganali oltre il periodo di 30 giorni relativo al periodo dal 13/07/2019 al 12/01/2020, nella misura dello 0.213 per cento annuo.

Tale fissazione è stata determinata con decreto del 30/08/2019, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 213 del 11/09/2019. La Dogana ha ribadito che il tasso di interesse si applica esclusivamente alle facilitazioni di pagamento inerenti la fiscalità interna e, ai sensi dell’art. 86 del TULD, maggiorato di 4 punti ai soli pagamenti ritardati di fiscalità interna.

Tassa container annullata, aumento dell’ Ires. La Legge di Bilancio 2020 fa discutere

In questi giorni si è scatenato un vero e proprio vespaio tra gli operatori portuali sulle norme della Legge di Bilancio 2020 discussa in parlamento in queste ore. Il tentativo dello Stato di istituire una tassa sui container e di aumentare l’ Ires non è piaciuta e, se la prima è stata già annullata, rimangono i forti dissapori sulla seconda.
La cosiddetta “Robin Tax” che prevede l’aumento del 2% sull’Ires colpisce i redditi netti dei concessionari pubblici, nel caso specifico società autostradali, ed aeroportuali, portuali, ferroviari e trasporti in generale.

Voci autorevoli si sono già poste in prima linea per ribadire il dissenso.

Assiterminal interviene affermando: «Attoniti è l’aggettivo più appropriato. Anche su questo provvedimento non entriamo sul merito “al fine di realizzare interventi volti al miglioramento della rete infrastrutturale e dei trasporti” che ovviamente trova non solo la nostra categoria, ma tutto il cluster vicino al Governo. Non possiamo esimerci dal sottolineare ancora una volta che simili iniziative inerziano il settore della portualità! Chiediamo pertanto un “ravvedimento operoso!»

Il Presidente di Federlogistica e Conftrasporti Luigi Merlo invece dichiara:
“Provvedimento iniquo e discriminante perché i canoni sulle concessioni portuali in Italia sono disomogenei a causa del fatto che il ministero dei Trasporti non ha mai emanato l’apposito regolamento e Art non ha reso omogenei i canoni. In questo modo a essere penalizzati saranno ancor di più coloro che pagano già di più. Questo accanimento sulla portualità non ha precedenti e sarebbe interessante capire gli ispiratori di provvedimenti suicidi come questi”.

Le prese di posizione di queste ed altre associazioni portuali sono la reazione di un settore che ha la necessità di crescere per mantenersi vivo sul mercato internazionale. Come può farlo se l’obiettivo rimane comunque quello rafforzare la pressione fiscale?

L’economia del mare è il motore del paese, ma è in difficoltà. Perché tassarlo di più?

La tensione che si respira è palpabile, testimonianza è quanto scrive Mino Giachino, presidente di Saimare, in una lettera aperta alla ministra dei trasporti Paola De Micheli pubblicata sul The Medi Telegraph. Una riflessione che pone le basi sui limiti e le difficoltà del settore.

I porti, sostiene Giachino, garantiscono allo stato un’entrata fiscale pari a 12 miliardi di euro all’anno, tra iva ed accise. L’Export italiano va forte e traina l’economia del Paese che va a rilento da anni, questo nonostante le carenze di una logistica che andrebbe migliorata ed un sistema burocratico avvilente che danneggia la nostra competitività con gli altri paesi europei.

Il problema delle infrastrutture è evidente. Non adeguarle significa rimanere indietro con i nostri competitors e quindi togliere potenziali introiti che potrebbero essere reinvestiti nel settore. L’Italia tra l’altro non può mancare l’appuntamento con la rete Core Network nel 2030, anno nel quale il nostro Paese dovrà completare le tratte interessate dei quattro Corridoi ferroviari previsti, una trama di reti trans-europee di trasporto che collegheranno porti ed aeroporti di tutta Europa.

Anche se la tassa sui container è stata annullata, rimane l’assenza di proposte concrete (e risolutive) sui problemi citati e l’idea di ricondurre tutto al tassare “qualcos’altro” per compensare è motivo di preoccupazione valido.

Il rischio di fornire ulteriori assist alla concorrenza è ancora troppo alto.

Controlli sui gas fluorurati. La TARIC si aggiorna

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli aggiorna la Taric tenendo conto del Regolamento (UE)  n. 517/2014 e del Regolamento d’esecuzione (UE)  n.879/2016. Lo dichiara nel comunicato stampa del 21 ottobre 2019, in cui riferisce che il sistema informatico della tariffa integrata comunitaria (TARIC) integra, sulla base delle norma UE di cui sopra, l’Opzione C oltre le già presenti A e B delle Dichiarazioni di conformità. Il provvedimento è esecutivo dal 23 ottobre 2019.

Queste norme inseriscono il commercio di apparecchiature di refrigerazione, di condizionamenti d’aria e di pompe di calore precaricate con idrofluorocarburi all’interno del sistema di quote dell’Unione e, come anticipato sopra, prevedono la compilazione della Dichiarazione di conformità nelle opzioni A, B  e C da parte dei relativi fornitori ed importatori da ora interamente disponibile nella TARIC (Opzione C, casella 44 del DAU).

Il Sistema per lo scambio delle quote di emissione dell’Ue (ETS UE) agisce secondo un sistema di limitazione e di scambio delle emissioni dei gas. Le quote cui si fa riferimento, sono dei tetti di diffusione massima che le aziende sono tenute a rispettare per non incorrere in sanzioni.

Patto Italia Cina: l’importanza dell’accordo di Luglio per l’economia e la sicurezza

Mentre il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump prosegue la sua guerra commerciale contro Unione Europea e Cina, l’Italia si è già mossa per instaurare rapporti sempre più vantaggiosi con la stessa Pechino.
Lo scorso Luglio infatti, il Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli Benedetto Mineo ed il vice Ministro delle Dogane della Repubblica Popolare Cinese Wang Lingjun, si sono incontrati presso la sede dell’Agenzia delle Dogane a Roma ed hanno stipulato un nuovo accordo tra i due paesi.

L’obiettivo è quello di snellire le procedure doganali di import ed export tra Italia e Cina per potenziare e facilitare lo sdoganamento delle merci dando precedenza ai rispettivi operatori economici autorizzati (AEO). L’intesa si traduce in un’ alleanza tra i porti di Ravenna, Trieste e Venezia con quello di Shanghai del tutto simile all’accordo precedente che ha coinvolto Genova e Tianjin.

Per avere un’idea del giro d’affari negli scambi internazionali tra Cina ed Italia, basta dare un’occhiata a quanto pubblica il Ministero dello Sviluppo Economico. Nelle tabelle Import ed Export degli ultimi anni, la Cina è al secondo posto tra i paesi destinatari delle esportazioni italiane tra i paesi extra Ue, mentre l’Italia è al primo posto tra i paesi destinatari delle esportazioni cinesi.
Un volume d’affari trai due paesi che si aggira intorno a quasi 45 miliardi di euro, con interscambio commerciale che cresce esponenzialmente anno dopo anno: +10.6% nel nostro export e +22% del loro import dal 2017 ad oggi. L’Italia è quindi il terzo partner europeo della Cina.
L’accordo prevede il libero scambio di informazioni su problematiche doganali, più operazioni congiunte per contrastare illeciti e gestire insieme valutazioni di rischio a tutela della sicurezza dei consumatori.

Incoterms 2020 alle porte: cosa cambia e come studiarli

Il 18 ottobre 2019 si festeggerà a Roma il centenario della International Chamber of Commerce (ICC) ed in occasione dell’evento saranno anche presentati ufficialmente gli Incoterms 2020 in Italia.
Le regole doganali che hanno organizzato gli scambi commerciali in tutto il mondo dal 1936, si rinnovano ogni dieci anni ed dal 1 gennaio 2020 entrerà in vigore l’ultima versione.

Analizziamo in breve quali sono gli incoterms che con molta probabilità saranno eliminati, modificati o creati dal prossimo anno.

 

Incoterms 2020: Cosa potrebbe cambiare?

1. Niente più EXW e DDP

Le aziende non esperte in scambi internazionali si sono sempre affidate agli incoterms Ex Work – Franco Fabbrica (EXW) e Delivered duty paid – Reso sdoganato (DDP) per tutti i costi, gli oneri e i diritti tra compratore o venditore.

La scelta di eliminarli è motivata da due considerazioni:
• Inconterms poco raccomandabili per gli scambi internazionali a causa delle difficoltà e dei rischi che comportano
• Risultano contraddittori con i nuovi regolamenti doganali dell’Unione Europea

2. Rimozione del FAS e due tipi di FCA

Il Free along side ship – Franco lungo bordo (FAS) è un incoterms usato poco e spesso crea difficoltà sulla gestione dei tempi d’imbarco.

Tuttavia:
• Essendo utilizzati soprattutto per minerali e cereali la Camera di Commercio Internazionale si riserva una concessione speciale per questi prodotti

Per questo si decide di lasciar spazio al Free Carrier – Franco corriere (FCA) per la comodità che offre in termini di tempi e luoghi scelti in libertà tra compratore e venditore.

Nel 2020 ci saranno due FCA in base al tipo di trasporto scelto:
• Free carrier di tipo marittimo
• Free carrier di tipo terrestre

3. Nuovo Incoterm: il CNI

Gli Incoterms 2020 non prevedono solo modifiche o eliminazioni, ma anche nuove voci che riequilibrano gli accordi negli scambi.
Questo è il caso del Cost and Insurance – Costo ed Assicurazione (CNI) che dà modo di far pagare l’assicurazione anche all’ acquirente (laddove il CIF regola il contrario).

Quindi:
Il rischio di trasporto diventa responsabilità dell’acquirente nel porto di partenza

Come studiarli: i training italiani e il nuovo libro aggiornato della ICC

Tutte le novità sugli Incoterms 2020 saranno spiegate da appuntamenti organizzati proprio dall’ Italia International Chamber of Commerce dopo la presentazione ufficiali del 18 ottobre a Roma.

I training si svolgeranno a Roma per i mesi di ottobre, novembre e dicembre allo scopo di preparare al meglio chi vuol farsi trovare pronto prima del lancio.

  • Date, costi ed info dei corsi italiani sono elencati nel sito web ufficiale dell’ ICC indicando “Italia” nella voce “Search” in altro a destra della pagina.

Ricordiamo che in ogni caso esiste già il libro ufficiale sugli Incoterms 2020 sia in italiano che inglese, acquistabile nello store online italiano dell’ ICC

I Fast Corridor si aggiornano. Cosa cambia nella procedura per il Manifesto Merci in Arrivo

I Fast Corridor si aggiornano
Cosa cambia nella procedura per il Manifesto Merci in Arrivo

 

Il servizio informatizzato doganale si arricchisce di un nuovo quadro disciplinare per la movimentazione di container da parte dei Fast Corridor (Corridoi controllati) per contrastare il rischio di frodi e migliorare il monitoraggio dei mezzi.
L’aggiornamento dalle nuove disposizioni del Parlamento Europeo (Regolamento UE n. 952/2013 in vigore dal 1° maggio 2016) in merito alla custodia temporanea delle merci, ha richiesto nuove istruzioni nella gestione dei Corridoi da parte dalla Piattaforma Logistica Nazionale (PLN) e dal Sistema Informativo Logistico Ferroviario (SILF).

 

Che cosa cambia nel servizio AIDA

Come riferito dall’ Agenzia delle Dogane nella nota prot. n. 42621/RU del 30/04/2019 dal 10 settembre nelle operazioni riguardanti i Fast Corridor devono essere presenti nuovi campi nel Manifesto Merci in Arrivo, ovvero:

Codice magazzino portuale
Partita iva gestore viaggio/missione
Partita iva Handler/Terminalista destinazione
Partita iva Handler/Terminazionalista portuale

Per questo aggiornamento il portale AIDA  propone due nuove voci:

A3-P: relativa al magazzino portuale, in stato non convalidata (non dichiarabile)

A3-D: relativa al magazzino di destinazione, in stato non convalidata (non dichiarabile)

Queste sono le due partite che adesso è possibile indicare per la custodia provvisoria di identici valori di carico.

 

L’impegno dell’Agenzia di uniformare la logistica digitale dei Fast Corridor

Queste nuove disposizioni servono ad uniformare ed unificare i controlli sulle piattaforme di monitoraggio nazionale che ad oggi non dialogano tra loro.

Migliorare le performance doganali degli operatori significa ridurre errori, burocrazia e diventare più competitivi a livello internazionale

Diminuire il rischio di frode

Migliorare la sicurezza con i monitoraggi dei mezzi che trasportano la merce

Per questo, come spiega il CNSD  in merito al comunicato, è stato aggiornato anche il messaggio C mod.2 di chiusura di un Fast Corrirdor che rende dichiarabile la partita A3-D e che scarica la partita A3-P. Il tutto per evitare contraddizioni tra i vari software che devono essere conclusi entro tempi ben precisi.

L’importanza della Certificazione AEOC nel 2020

Le agevolazioni di un operatore con la certificazione AEOC  sono determinanti per velocizzare i processi di sdoganamento. Questo permette ai clienti di investire in modo sicuro per un ritorno su costi e tempi vantaggiosi

• ma avere anche un occhio di riguardo in Dogana.

Tuttavia

• Dall’ anno prossimo non si potrà scegliere se aver o meno il certificato.

Riportiamo quanto dichiarato proprio dall’ Agenzia delle Dogane nella nota:
“Secondo il nuovo disciplinare, per ottenere l’autorizzazione ad operare nell’ambito dei Fast corridor, è richiesto che ai Gestori dei magazzini di TC sia stato concesso lo status di soggetto AEOC: tuttavia, considerata l’esigenza di assicurare la continuità delle attività, fino a tutto il 2019, sarà possibile operare anche in assenza del predetto requisito”

Nello specifico significa che:

Dal 1° gennaio 2020 sarà attivato in AIDA un controllo sul possesso della certificazione tra i terminalisti specificati nel Record B merce in sbarco del MMA

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