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Rating di legalità: riconoscimento rinnovato alla Manto Shipping

La Manto Shipping & Consulting è da sempre attenta ai principi etici che rendono un’azienda virtuosa e corretta. Ecco perchè abbiamo richiesto l’attribuzione del Rating di legalità all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che ci ha assegnato un altro “+” al punteggio finora acquisito, utile al futuro ottenimento della seconda stelletta.

Leggi il documento di assegnazione nella nostra news su Linkedin

La legge di Boris Johnson che compromette l’intesa tra UK e UE

Internal Market Bill. La legge che Boris Johnson, Primo Ministro del Regno Unito, ha fatto approvare al parlamento a settembre e che mette in discussione parte degli accordi stabiliti tra Regno Unito e Unione Europea in merito al No Deal, ormai sempre più alle porte.

Si avvicina cosi anche la possibilità di “inquinare” il mercato comune dato che a quel punto Londra libera dalla UE potrà decidere di far transitare senza controlli le merci da e per l’Irlanda del Nord violando quindi l’intesa sottoscritta lo scorso anno secondo cui quelle merci sarebbero da considerare vere e proprie esportazioni.

Noi della Manto Shipping & Consulting seguiamo giorno per giorno ogni evoluzione, sempre pronti a supportare il tuo business con l’UK presente e futuro.

Il futuro dell’impresa nel digitale: l’app della Manto Shipping e nuovi servizi software

La rivoluzione digitale apre le porte dell’azienda a tutti i clienti. Per questo la Manto Shipping & Consulting guarda al futuro, migliorando la fruibilità e l’interazione con i servizi che mette a disposizione ai nostri clienti.

A breve scaricando l’app della Manto Shipping puoi verificare dal tuo smartphone lo status di sdoganamento anche tramite l’Area Riservata (oltre al servizio di notifiche automatiche inviate via mail) e puoi recuperare le bolle doganali per le tue statistiche quando vuoi!

Inoltre attraverso le nostre APIs puoi integrare le funzionalità del nostro Portale direttamente nel tuo software.

Siamo sempre pronti a valutare ogni possibilità per i nostri clienti, in modo da rendere la nostra offerta “made to measure”.

Lo spedizioniere doganale come esportatore autorizzato: una sfida della Manto Shipping

Un traguardo che diventa sempre più vicino grazie alle recenti “aperture” della EU. Ottenere la qualifica di Esportatore Autorizzato anche per gli spedizionieri doganali è un obiettivo concreto e la Manto Shipping & Consulting è in prima linea affinchè diventi realtà. Lo dimostra la nostra relazione presentata alla Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (leggila qui) in cui si analizza punto punto la sostenibilità di questo riconoscimento che agevolerebbe le aziende operanti nel rispetto di tutte le normative vigenti.

Paesi PTOM: adozione del Codice Rex

Dal 1° gennaio 2020 i Paesi e Territori d’Oltremare (PTOM) rientrano nel sistema degli esportatori registrati (REX) per la compilazione delle dichiarazioni di origine sulle merci. Lo ha annunciato l’Agenzia delle Dogane in un comunicato stampa pubblicato il 13 dicembre 2019, nel quale specifica che tale provvedimento funge da integrazione alla nota prot. 61168/rudel 16.11.2017 recante istruzioni operative per l’indicazione del codice REX nelle dichiarazioni di importazione.

In conseguenza di ciò, i PTOM dovranno applicare il Sistema REX in sostituzione del certificato di circolazione EUR.1 o del certificato d’origine delle merci. Quindi dopo aver verificato che l’esportatore sia registrato nella banca dati REX, il dichiarante può indicare la preferenza 300 nel campo 36 ed inserire i relativi codi nel campo 144 “Documenti presentati/Certificati“, ovvero:

1. il codice C100 in cui si specifica il numero di esportatore nel campo “Identificativo documenti presentati”

2a. il codice U113: se il valore della merce dei prodotti originari NON supera i 10000 Euro.

Oppure

2b. il codice U114: se il valore della merce dei prodotti originari supera i 10000 Euro.

Se l’origine della merce è fornita da un esportatore NON registrato nel Sitema Rex:

a. si applica il codice U115 se non è superiore ai 10000,00 Euro

b. Se è superiore ai 10000,00 allora non è possibile attestare l’origine preferenziale della merce.

Occorre specificare che per questo provvedimento non è previsto nessun periodo transitorio nel quale far coesistere entrambi i sistemi (Certificati di origine EUR1 e sistema REX).

STAZIONI SPERIMENTALI: VARIAZIONI ALIQUOTE CONTRIBUTIVE ANNO 2020

L’Agenzia delle Dogane applica le delibere emesse dal Ministero dello Sviluppo Economico in merito alle Stazioni Sperimentali circa le nuove aliquote contributive dell’anno 2020.

Queste interessano:

– La Stazione Sperimentale delle Pelli e delle Materie Concianti SRL (codice tributo 910), la cui aliquota raggiunge l’ 1.5 per mille;

La Stazione Sperimentale del Vetro (codice tributo 916), la cui aliquota si attesta all’1 per mille.

Aliquota invariata, salvo aggiornamenti del Ministero, per le Stazioni Sperimentali combustibili, carta cartone e pasta per carta, seta e industrie degli oli e dei grassi (codici tributo 912, 913, 914, 915) e per le Stazioni SperImentali “Conserve Alimentari” e “per le Essenze e dei derivati degli agrumi” (codici tributo 909 e 911).

Per visionare il comunicato ufficiale dell’Agenzia delle Dogane clicca qui

L’Agenzia delle Dogane comunica la fissazione semestrale del tasso di interesse

Con una nota prot. n. 195551/RU del 25/11/2019, l’Agenzia delle Dogane ha comunicato la fissazione semestrale del tasso di interesse, di cui all’art. 79 del TULD, per il pagamento differito dei diritti doganali oltre il periodo di 30 giorni relativo al periodo dal 13/07/2019 al 12/01/2020, nella misura dello 0.213 per cento annuo.

Tale fissazione è stata determinata con decreto del 30/08/2019, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 213 del 11/09/2019. La Dogana ha ribadito che il tasso di interesse si applica esclusivamente alle facilitazioni di pagamento inerenti la fiscalità interna e, ai sensi dell’art. 86 del TULD, maggiorato di 4 punti ai soli pagamenti ritardati di fiscalità interna.

Tassa container annullata, aumento dell’ Ires. La Legge di Bilancio 2020 fa discutere

In questi giorni si è scatenato un vero e proprio vespaio tra gli operatori portuali sulle norme della Legge di Bilancio 2020 discussa in parlamento in queste ore. Il tentativo dello Stato di istituire una tassa sui container e di aumentare l’ Ires non è piaciuta e, se la prima è stata già annullata, rimangono i forti dissapori sulla seconda.
La cosiddetta “Robin Tax” che prevede l’aumento del 2% sull’Ires colpisce i redditi netti dei concessionari pubblici, nel caso specifico società autostradali, ed aeroportuali, portuali, ferroviari e trasporti in generale.

Voci autorevoli si sono già poste in prima linea per ribadire il dissenso.

Assiterminal interviene affermando: «Attoniti è l’aggettivo più appropriato. Anche su questo provvedimento non entriamo sul merito “al fine di realizzare interventi volti al miglioramento della rete infrastrutturale e dei trasporti” che ovviamente trova non solo la nostra categoria, ma tutto il cluster vicino al Governo. Non possiamo esimerci dal sottolineare ancora una volta che simili iniziative inerziano il settore della portualità! Chiediamo pertanto un “ravvedimento operoso!»

Il Presidente di Federlogistica e Conftrasporti Luigi Merlo invece dichiara:
“Provvedimento iniquo e discriminante perché i canoni sulle concessioni portuali in Italia sono disomogenei a causa del fatto che il ministero dei Trasporti non ha mai emanato l’apposito regolamento e Art non ha reso omogenei i canoni. In questo modo a essere penalizzati saranno ancor di più coloro che pagano già di più. Questo accanimento sulla portualità non ha precedenti e sarebbe interessante capire gli ispiratori di provvedimenti suicidi come questi”.

Le prese di posizione di queste ed altre associazioni portuali sono la reazione di un settore che ha la necessità di crescere per mantenersi vivo sul mercato internazionale. Come può farlo se l’obiettivo rimane comunque quello rafforzare la pressione fiscale?

L’economia del mare è il motore del paese, ma è in difficoltà. Perché tassarlo di più?

La tensione che si respira è palpabile, testimonianza è quanto scrive Mino Giachino, presidente di Saimare, in una lettera aperta alla ministra dei trasporti Paola De Micheli pubblicata sul The Medi Telegraph. Una riflessione che pone le basi sui limiti e le difficoltà del settore.

I porti, sostiene Giachino, garantiscono allo stato un’entrata fiscale pari a 12 miliardi di euro all’anno, tra iva ed accise. L’Export italiano va forte e traina l’economia del Paese che va a rilento da anni, questo nonostante le carenze di una logistica che andrebbe migliorata ed un sistema burocratico avvilente che danneggia la nostra competitività con gli altri paesi europei.

Il problema delle infrastrutture è evidente. Non adeguarle significa rimanere indietro con i nostri competitors e quindi togliere potenziali introiti che potrebbero essere reinvestiti nel settore. L’Italia tra l’altro non può mancare l’appuntamento con la rete Core Network nel 2030, anno nel quale il nostro Paese dovrà completare le tratte interessate dei quattro Corridoi ferroviari previsti, una trama di reti trans-europee di trasporto che collegheranno porti ed aeroporti di tutta Europa.

Anche se la tassa sui container è stata annullata, rimane l’assenza di proposte concrete (e risolutive) sui problemi citati e l’idea di ricondurre tutto al tassare “qualcos’altro” per compensare è motivo di preoccupazione valido.

Il rischio di fornire ulteriori assist alla concorrenza è ancora troppo alto.

Controlli sui gas fluorurati. La TARIC si aggiorna

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli aggiorna la Taric tenendo conto del Regolamento (UE)  n. 517/2014 e del Regolamento d’esecuzione (UE)  n.879/2016. Lo dichiara nel comunicato stampa del 21 ottobre 2019, in cui riferisce che il sistema informatico della tariffa integrata comunitaria (TARIC) integra, sulla base delle norma UE di cui sopra, l’Opzione C oltre le già presenti A e B delle Dichiarazioni di conformità. Il provvedimento è esecutivo dal 23 ottobre 2019.

Queste norme inseriscono il commercio di apparecchiature di refrigerazione, di condizionamenti d’aria e di pompe di calore precaricate con idrofluorocarburi all’interno del sistema di quote dell’Unione e, come anticipato sopra, prevedono la compilazione della Dichiarazione di conformità nelle opzioni A, B  e C da parte dei relativi fornitori ed importatori da ora interamente disponibile nella TARIC (Opzione C, casella 44 del DAU).

Il Sistema per lo scambio delle quote di emissione dell’Ue (ETS UE) agisce secondo un sistema di limitazione e di scambio delle emissioni dei gas. Le quote cui si fa riferimento, sono dei tetti di diffusione massima che le aziende sono tenute a rispettare per non incorrere in sanzioni.

Patto Italia Cina: l’importanza dell’accordo di Luglio per l’economia e la sicurezza

Mentre il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump prosegue la sua guerra commerciale contro Unione Europea e Cina, l’Italia si è già mossa per instaurare rapporti sempre più vantaggiosi con la stessa Pechino.
Lo scorso Luglio infatti, il Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli Benedetto Mineo ed il vice Ministro delle Dogane della Repubblica Popolare Cinese Wang Lingjun, si sono incontrati presso la sede dell’Agenzia delle Dogane a Roma ed hanno stipulato un nuovo accordo tra i due paesi.

L’obiettivo è quello di snellire le procedure doganali di import ed export tra Italia e Cina per potenziare e facilitare lo sdoganamento delle merci dando precedenza ai rispettivi operatori economici autorizzati (AEO). L’intesa si traduce in un’ alleanza tra i porti di Ravenna, Trieste e Venezia con quello di Shanghai del tutto simile all’accordo precedente che ha coinvolto Genova e Tianjin.

Per avere un’idea del giro d’affari negli scambi internazionali tra Cina ed Italia, basta dare un’occhiata a quanto pubblica il Ministero dello Sviluppo Economico. Nelle tabelle Import ed Export degli ultimi anni, la Cina è al secondo posto tra i paesi destinatari delle esportazioni italiane tra i paesi extra Ue, mentre l’Italia è al primo posto tra i paesi destinatari delle esportazioni cinesi.
Un volume d’affari trai due paesi che si aggira intorno a quasi 45 miliardi di euro, con interscambio commerciale che cresce esponenzialmente anno dopo anno: +10.6% nel nostro export e +22% del loro import dal 2017 ad oggi. L’Italia è quindi il terzo partner europeo della Cina.
L’accordo prevede il libero scambio di informazioni su problematiche doganali, più operazioni congiunte per contrastare illeciti e gestire insieme valutazioni di rischio a tutela della sicurezza dei consumatori.

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